Il premier ha elegantemente avvisato il signor Piero Marrazzo che presso le rdazioni dei suoi giornali, i suoi incaricati, hanno un video contro di lui.....
detto questo io credo che se si persegue la china, in cui pare siamo già da un pò, delle penne pagate dal potere che indagano su chi è in qualche modo scomodo, non se ne esce più fuori
mette radici la cultura del sospetto ad ogni costo e dei ricatti a scopo intimidatorio in cambio solo di gettare fango su ogni persona, organizzazione, evento ecc...
chi gestisce i media è artista in questi metodi da fogna
e chiunque venisse messo a sua insaputa "sotto indagine", chiunque anche noi stessi cittadini al di sopra di ogni sospetto e non addetti ai lavori, verrebbe beccato a combinare qualcosa he potrà essere usata e strumentalizzata contro di lui
basta seguire e pedinare scrupolosamente per 30 giorni anche un lattaio di orgosolo [non me ne vorrà il lattaio lo so] ed il materiale che si metterà insieme sarà sufficiente per ricattarlo economicamente o intimidirlo o rovinargli definitivamente la vita
foto studiate, telefonate che diventano sospette, incontri ecc... ecc...
ma vivere cosi è quello che vuole questo potere al governo
non vorrei fosse mai messo in secondo piano il fatto che abbiamo una tv dove 30 deficienti sotto i 18 anni, che dovrebbero rappresentare il nostro futuro positivo, la nostra bella gioventù, fanno spettacolo litigando, sparlandosi addosso, picchiandosi perfino e facendosene di tutti i colori in diretta tv.
questi ragazzi sono ammaestrati da una persona squallida che nemmeno conosce la sintassi italiana, protetta da un personaggio fra i più biechi del panorama italiano
fatte le dovute proporzioni, quanto è diverso lo spettacolo che i politici danno, da 15 anni a questa parte, nella camera del senato?
e quella tv è solo la punta dell'iceberg di uno squallore vergognoso in cui siamo immersi il cui pioniere è il premier e la sua gang...
mai dimenticare questo per favore...
questi figuri sono palude fetida
mai dimenticare
Non capirò mai la cautela con la quale la sinistra ha trattato la Lega Nord in tutti questi anni. Quando si scriverà la storia di questi ultimi 16 anni verrà fuori questo schema: Berlusconi e Bossi hanno in mano l'iniziativa politica e lanciano parole d'ordine, discreditano i partiti politici tradizionali, diffondono nuove letture della storia d'Italia, capovolgono valori etici, propongono cambiamenti delle leggi fondamentali della repubblica e la sinistra che rincorre, ribatte e rintuzza sempre in affanno. La storia di Bossi ha dell'incredibile: riesce solo a prendersi un diploma della mitica (!) "Scuola Radio Elettra Torino" una scuola tecnico-professionale per corrispondenza pubblicizzata negli anni 60 su "Carosello", poi tenta la strada dello spettacolo proponendosi come cantante, rinuncia e si iscrive a medicina ma non si laurea, per un periodo comunque si presenta come medico, poi per un po' dice di essere comunista e vende quadri per aiutare le vittime del golpe cileno (??). Ha un'ideologia la Lega, un'idea unificatrice, uno scopo razionale? Vediamo un po' ciò che è stato espresso in questi anni: secessionismo, lotta armata (vi ricordate i 300.000 pronti a scendere dalle Alpi?) regionalismo, federalismo, macroregioni, devolution, il liberismo insieme ai dazi, la polizia regionale contro il centralismo e contemporaneamente l'esercito nazionale in mezzo alle strade, elezione popolare dei magistrati, gabbie salariali, mezzi pubblici riservati ai milanesi e vietati agli altri sempre però gridando viva la libertà, i riti celtici e il Padre Po con tanto di ampolla, il tricolore nel cesso e Roma ladrona e la corsa a Roma in parlamento di politici di professione senza arte né parte, l'Europa dei culattoni e la corsa a Bruxelles di fratelli e figli a fare i portaborse a spese dei contribuenti, le impronte dei piedi prese agli extracomunitari, le magliette di Calderoli, le cravatte di Speroni e il fascismo di Borghezio (cosa è peggio?), i respingimenti senza controllare il diritto d'asilo (ma hanno fatto un passo in avanti: la Pivetti, fresca di Presidenza della Camera una volta disse cristianamente: "Buttateli a mare!",) il cappio in parlamento contro i politici accusati di corruzione e poi le accuse al Pool dei magistrati di Mani Pulite, le accuse di mafia a Berlusconi e oggi la fraterna amicizia e come insegnante fatemi ricordare il dialetto nelle scuole quando il vero problema per i ragazzi è comprendere l'italiano per imparare veramente a studiare (conoscete libri di Meccanica Razionale in dialetto bergamasco o di Biologia molecolare in quello di Bitonto?). Esiste un filo logico in tutto questo? Ditemi qual è! Ma ditemi anche: cosa ha ottenuto la Lega Nord in tutti questi anni? La promessa del federalismo fiscale e basta. La diminuzione dei clandestini provenienti dall' Africa settentrionale di cui si vantano sono una conseguenza degli accordi con Gheddafi che sono andati avanti per anni coinvolgendo vari governi (per inciso è chiaro che Gheddafi ha usato i clandestini come arma di pressione per avere i soldi, le scuse ed il resto dall'Italia). Nonostante ciò è il terzo partito italiano, condiziona il governo e con il PdL sta creando in Italia una specie di superpartito populista che ha la maggioranza nel paese. Pensavo a tutto questo quando ho saputo che Bossi dopo aver sistemato "alla romana" i fratelli adesso è riuscito a sistemare anche il figlio Renzo noto per le volte in cui è stato bocciato all'esame di maturità e per il gioco "Rimbalza il clandestino" che gli è stato attribuito. Adesso il fine intellettuale di famiglia farà il portaborse a Speroni nella disprezzata Europa con un lauto stipendio, si parla di 12.000 euro al mese. Saranno molto contenti i possessori di lauree e master del nord e del sud a spasso. Mi vado sempre più convincendo che il primo a non credere nella marea contraddittoria di chiacchiere irrealizzabili leghiste sia proprio Bossi che si è buttato in politica per trovare uno "sbocco esistenziale" e standoci ha capito che cavalcando la marea populista-qualunquista non contrastata con decisione da nessuno potrà stare al potere un bel pezzo sistemando sempre meglio sè stesso e rovinando sempre di più l'Italia.
La vicenda che ha coinvolto il direttore dell'Avvenire e le sue conseguenze hanno messo all'ordine del giorno uno degli aspetti della lotta politica italiana: i rapporti fra classe politica e mondo cattolico. Vediamo con calma: il premier Berlusconi attraverso un quotidiano da lui controllato "spranga mediaticamente" il direttore di un quotidiano cattolico espressione del pensiero dei Vescovi italiani come ritorsione per alcuni editoriali critici verso i suoi comportamenti privati. Lo scopo è far capire chi veramente comanda in Italia e dunque è quello di "colpirne uno per educarne cento". Ma l'operazione ha dei risvolti che lascieranno il segno per molto tempo fra la Chiesa ed il mondo politico di centro destra, il documento anonimo pubblicato da Feltri era a conoscenza dei prelati italiani da tempo e faceva riferimento a vicende personali del direttore legate alla sua omossessualità. Questo come è noto è un argomento spinoso per la Chiesa Cattolica stretta fra il rifiuto netto della condizione omosessuale e la notevole diffusione di questa condizione fra i suoi appartenenti. Nemmeno Togliatti e Berlinguer o Marco Pannella si sono mai sognati di portare lo scontro a questo livello e con queste modalità spregiudicate, vi è sempre stato da parte della sinistra parlamentare una forma di cautela e rispetto nei confronti del mondo cattolico. Feltri sembra aver ottenuto un vittoria di Pirro, già si notano i malumori delle gerarchie ecclesiastiche, gli improponibili Bossi e Calderoli diventano interlocutori validi nonostante le loro numerose prese di posizione estremiste e stravaganti. Intanto un paradosso diventa sempre più evidente: la Chiesa Cattolica dialoga e si allea con i leader del centro destra e diffida di quelli del centro sinistra che non sono divorziati, non si sposano con rito celtico, non seminano figli al di fuori del matrimonio, non si vantano delle loro conquiste extra-coniugali, non distruggono mediaticamente i loro interlocutori cattolici quando vengono criticati. In politica bisogna anche saper approfittare degli errori degli avversari, quale è stata l'iniziativa politica del centro sinistra in questa vicenda? Praticamente non c'è stata, si è limitata a generiche invettive sull'attentato alla libertà di stampa. I rapporti con il mondo cattolico o meglio con il Vaticano piaccia o non piaccia sono importanti, il centro sinistra non ha ancora una sua linea ed è combattuto da due posizioni che non hanno sbocchi: da un lato vi è un'eccessiva storica cautela ereditata dall'ex PCI, il quale a suo tempo non avrebbe fatto nemmeno il referendum sul divorzio e dall'altro vi è un rifiuto totale del mondo cattolico che auspica l'abolizione del Concordato, la completa laicizzazione dello stato ecc.. Far politica significa conquistare i consensi sapendo anche mediare politicamente indicando quali sono i valori e le scelte negoziabili e quelle che non sono negoziabili. Questo deve essere in grado di fare una leadership.
Mi piace condividere con voi questo articolo di Paolo Borrello su un argomento che mi sta a cuore. Credo che vada letto attentamente e metabolizzato: ci sono troppi segnali inquietanti su questa realtà.
Buona lettura
In un recente articolo, pubblicato da "Il Sole 24 ore", Michele Ainis, docente di diritto pubblico presso l'Università di Roma Tre, si occupa della cooptazione, formulando alcune considerazioni a mio avviso molto interessanti e meritevoli di notevole attenzione.
Innanzitutto, come definisce Ainis la cooptazione? "In sintesi la cooptazione opera quando un organismo collegiale provvede da sè a scegliere i singoli individui che ne faranno parte. Questo metodo è funzionale all'autoriproduzione delle èlite, giacchè i designati diventeranno i futuri designanti, e così protegge la continuità dei gruppi di comando. Tutto l'opposto, almeno sulla carta, del sistema democratico".
Ainis la considera "una malattia invisibile che sta uccidendo la società italiana. Perchè ci toglie slancio, dinamismo, ossigeno. In una parola, frena il ricambio delle classi dirigenti, dunque blocca i giovani, insieme a chiunque abbia idee nuove da mettere in circolazione".
"Curioso, la cooptazione è antica quanto l'elezione, benchè rappresenti esattamente il suo rovescio concettuale: mentre sulla seconda si continuano a riempire biblioteche, la prima agisce sotto un cono d'ombra".
"Eppure la cooptazione non è affatto scomparsa dalla scena pubblica, benchè dal Rinascimento in poi sia stata formalmente espulsa dal repertorio delle tecniche d'investitura, sostituita appunto dal modello elettorale. Sopravvive sotto mentite spoglie nella politica, nell'economia, nei partiti di massa e nelle corporation".
"E' eloquente il caso delle candidature alle elezioni. Mentre l'ultima fase della competizione fra i partiti - la campagna elettorale e il voto - cade dinanzi alla platea dei cittadini, con un dibattito pubblico ampiamente regolato dalla legge, la scelta dei candidati si consuma viceversa in stanze chiuse, nel silenzio del diritto. In altre parole, l'ouverture del rito democratico è ben poco democratico. D'altronde come mai potrebbe esserlo? Nei partiti non c'è spazio per i lupi solitari: la catena di comando reclama fedeltà alla linea decisa dal gruppo dirigente, e quest'ultimo protegge la continuità dell'apparato usando appunto la cooptazione".
"Ma non ha scampo in ogni campo, per usare un gioco di parole. Nell'Italia delle camarille e delle lobby, la cooptazione è la regola non scritta che governa l'accesso alle cattedre così come alle professioni. Magari declinata in favore dei parenti, oltre che dei compagni di banco: alle nostre latitudini il 44% degli architetti ha il padre architetto, il 42% degli avvocati è figlio d'avvocati, il 41% dei farmacisti genera altri farmacisti".
"Serve, allora, questa forma oligarchica di trasmissione del potere, se desideriamo l'avvento della meritocrazia? Indubbiamente no, anche perchè il primo problema d'una società ingessata è il rinnovo delle sue classi dirigenti".
"Insomma la cooptazione è come un cerchio magico del potere. Se non rompiamo il cerchio, questo paese non potrà mai ripartire".
Io concordo pienamente con quanto sostenuto da Ainis.
Certo le malattie della società italiana sono molte, ma la cooptazione è senza dubbio una delle più gravi.
E' interessante la sottolineatura di Ainis riguardo l'estensione del metodo della cooptazione a vari settori della società. Riguarda le aziende, il mondo delle professioni, l'università, non solo la politica.
E' del tutto evidente quindi la necessità che l'utilizzo della cooptazione si riduca considerevolmente.
Ritengo però che non sia facile individuare e poi attuare gli interventi utili per raggiungere quell'obiettivo, perchè sono convinto che la notevole diffusione in Italia della cooptazione dipenda anche dalla presenza di atteggiamenti culturali molto radicati e la cui origine è molto lontana nel tempo, difficili quindi da scalfire.

Nel partito democratico è iniziata da tempo la lotta per la segreteria, tutti i candidati mi sembrano persone per bene, ma nessuno è il soggetto adatto ad imporre una vera e rapida svolta. Intanto l'attenzione è forte ed i toni sono aspri, basta vedere il trattamento riservato a Debora Serracchiani. La vecchia nomenclatura è esperta e tosta e non ha alcuna intenzione di mollare l'osso. Anche il centro destra segue questo dibattito e sembra temere soprattutto i candidati nuovi, forse perchè è consapevole che oggi, in un periodo di crisi totale delle ideologie, una leadership in sintonia con i nuovi tempi, che sappia guidare ed entusiasmare è fondamentale per vincere le elezioni. Ho l'impressione che chiunque sarà il nuovo segretario avrà soprattutto il compito di organizzare il partito su basi moderne, tentare di mischiare le due anime che hanno costituito il PD ed avviare un cambio generazionale. Il partito democratico avrà un senso quando avrà un gruppo dirigente nato all'interno del nuovo partito che non rivendichi l'appartenenza all'ex PCI o all'ex DC. In alternativa ci dovremo rassegnare a vedere fra trent'anni Veltroni e D'Alema che si tirano appresso le dentiere.
I ballottaggi del 21 e 22 giugno ci hanno restituito un centro-sinistra vivo e vegeto, si è vinto in 11 comuni capoluogo su 16 ed in 14 province su 22. Le cose sono cambiate rispetto al primo turno. Sono state soprattutto smentite le previsioni catastrofiche che circolavano solo un paio di mesi fa. Il centro-destra sembrava alla ricerca non di una normale vittoria elettorale ma dell'annientamento dell'opposizione, con tracollo elettorale e scissione del PD, visto che il centro-sinistra si era allontanato dall'atteggiamento morbido di Veltroni d'inizio legislatura. L'obiettivo era poter governare senza un vero controllo e senza una libera informazione. Questo però non è avvenuto, aver attaccato sulla sentenza Mills, sul caso Noemi e sul Bari-gate non è stato un boomerang come si affannavano a dire i vari Cicchitto, Bondi ecc. "consigliando" la sinistra di non cavalcare questi temi. Questi non sono argomenti da gossip ma rivestono aspetti fondamentali dell'etica della classe dirigente di ogni paese. E' la conferma che in Italia è impossibile mantenere il confronto politico su toni pacati. Questo centro-destra per potersi reggere ha bisogno di controllare tutto: dalla magistratura ai mezzi d'informazione fino all'opposizione che dovrebbe omologarsi alla maggioranza e chiudere gli occhi su molte cose E' facile prevedere che questo rimarrà l'orientamento del centro-destra fino a quando sarà guidato da Silvio Berlusconi un personaggio che, come ha detto Massimo Cacciari, è inadeguato ed inadatto al ruolo istituzionale che ricopre. Si apre adesso la campagna elettorale per la segreteria del Pd, avremo un leader che finalmente ha tratto una lezione utile da tutta questa esperienza?
Le cose stanno prendendo una piega inaspettata, Massimo D'Alema dopo aver messo fuori gioco una serie di leader del suo stesso partito sembra volere dare un'ulteriore dimostrazione delle sue capacità e stavolta viene indicato dal centro-destra come la mente di un attacco senza precedenti contro l'uomo di Arcore. Di certo vi è solo il suo annuncio, domenica 15 giugno, di eventuali scosse che potrebbe subire il governo-Berlusconi. Questo è bastato per far gridare nel PDL ad un complotto basato su inchieste della procura di Bari pilotate da D'Alema. Queste inchieste puntualmente sono balzate fuori e riguardano la presunta partecipazione di ragazze-squillo pagate da un imprenditore barese, alle famose feste a Villa Certosa ed a Palazzo Grazioli. Vi sarebbero anche testimonianze dettagliate da parte di più ragazze, in alcuni casi erano in gioco candidature alle elezioni per la bellona di turno. La cosa che mi ha sconcertato è che, se la descrizione dei fatti è vera, tutto veniva fatto quasi alla luce del sole. Una ragazza dice di aver portato un registratore in queste feste e nessuno si è preoccupato di controllarla. Del resto è innegabile che anche il PDL sapeva di questa indagine, troppo precisi e mirati sono stati i sospetti. Difficile per l'Imperatore di Arcore negare l'evidenza per lo meno del comportamento moralmente disinvolto, vi sarebbero oltretutto in giro 5000 foto che documentano quelle feste e le ragazze che si vedono in quegli scatti non sembrano certamente delle Orsoline. Le accuse che si profilano per i protagonisti della faccenda non sono sciocchezze: sesso in cambio di favori ed appalti, favoreggiamento della prostituzione, sesso in cambio di candidature politiche. Lo scandalo politico sarebbe enorme, in un altro paese le dimissioni sarebbero inevitabili anche in assenza di elementi penalmente rilevanti per il premier, si ritiene infatti, che certi comportamenti siano incompatibili con un ruolo istituzionale. Ma la cosa che più mi sconcerta è la quasi certezza che tutto questo da anni fosse un segreto di Pulcinella, è impossibile tenere nascosto un tale traffico che coinvolge decine o forse centinaia di persone. Inoltre non ti lasciano scattare 5000 foto in tre anni se sono convinti che tutto questo può essere usato politicamente. E' evidente che molti sapevano di certi comportamenti "irrituali" del signor B. non solo la moglie, e lo sapevano anche a sinistra ma non si è voluto utilizzarli come arma politica ed affondare il colpo per non inasprire il clima politico, per non essere tacciati di antiberlusconismo, di estremismo, di volere colpire nel privato, di delegittimare l'avversario, di aver bisogno dell'antiberlusconismo per fare politica e così via. Poi dopo la sconfitta della politica di Veltroni qualcosa è cambiato ed anche D'Alema che per anni ha fondamentalmente parlato bene di Berlusconi ha cambiato atteggiamento ovviamente con tutta la sinistra ed alcuni mezzi d'informazione anche moderati. E' difficile prevedere come finirà questa storia ma una cosa è certa: una storia di questo tipo in un altro paese sarebbe finita sui giornali molto tempo prima.
26 anni e tutta la vita davanti
26 anni e, contro il sole, la mia bandiera si alza con il vento
26 anni e, contro ogni ingiustizia, la nostra voce è una sola
26 anni e, contro ogni diversità, i volti contenti e i tamburi che assordano
26 anni e, sui sampietrini sconnessi, un cuore grande si muove e commuove
26 anni e per quaderno una tuta e per tute i nostri libri e nella mente la libertà
26 anni e nessuna bottega è mai stata oscura e nessuno in marcia è solo
26 anni e il sorriso del futuro è una massa dal cuore pulsante
26 anni e, d’improvviso, la bandiera si accascia con te,
non c’è più vento, non c’è più sole, non c’è più cuore…
26 anni e, d’improvviso, mentre l’urlo balbetta e muore in gola
il rosso si smarrisce fra tamburi senza più ritmo
il sogno svanisce ed io ti perdo
noi tutti ci perdemmo

ad Enrico
Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984
Vediamo le cose positive: la sinistra o almeno il centro sinistra non è sparito come avevano previsto ed augurato il signor B. e la sua corte mediorientale, il PD esiste ed è bene o male ancora un grande partito, la sinistra radicale esiste ma deve imparare a fare politica, alle elezioni non è sufficiente partecipare! Inoltre l'uomo di Arcore non ha raggiunto i suoi obiettivi, il 45% è rimasto un sogno lontano. Aggiungo che le vicende Noemi e Villa Certosa hanno certamente avuto il loro peso. La notizia veramente negativa è che alle elezioni amministrative il centro destra ha avuto forse il suo migliore risultato da quando esiste. Non sono tanto i confronti con il 2004 (furono risultati eccezionali) a preoccupare, quanto la capacità del centro destra di creare alleanze elettorali stabili soprattutto al centro-nord, evidentemente hanno imparato la lezione. La prima sfida per il centro sinistra sarà quella di superare le divisioni, ma questo avverrà più facilmente quando nel partito avranno un certo peso i militanti più giovani senza legami con le origini (PCI e DC). La seconda sarà quella di proporre con rigore una buona amministrazione degli enti locali scegliendo con oculatezza gli eletti. La terza sfida sarà quella con Berlusconi e qui bisognerà continuare con la combattività e la grinta degli ultimi mesi, lo stile "british" è un suicidio politico. Il centro sinistra deve saper difendere i suoi valori e la sua identità. Il vero nodo, dunque è quello della leadership, per tenere insieme l'alleanza con Di Pietro e con la sinistra e contrastare Berlusconi occorre una forte personalità, la via indicata da Franceschini sembra un buon inizio, basterà?
E almeno Debora batte Papi!
I sindacati tedeschi sono preoccupati, dicono: "I nostri operai, impiegati e dirigenti della Opel non ci staranno ad essere comandati da capi italiani". Sergio Marchionne risponde:"Io non sono italiano sono canadese, il mio è un gruppo internazionale in cui lavorano 200.000 persone e non tutti mangiano spaghetti ogni giorno". Intanto in Italia continua l'idillio fra Berlusconi ed una bella fetta dell'elettorato, i commentatori dicono: "Berlusconi è in sintonia con la maggior parte degli italiani, li capisce e ne interpreta i sentimenti". Il personaggio che propone, infatti, è sempre più vicino ad un protagonista della "commedia all'italiana": il furbo che non paga le tasse, ossequia le gerarchie cattoliche, inneggia ai valori della famiglia tradendo la moglie, racconta barzellette cretine, commette gaffe ed ogni tanto ostenta ipocriti moralismi. Il giornale dei Vescovi, dopo la vicenda di Noemi Letizia e delle veline aspiranti candidate, lo invita ad una maggiore sobrietà e ad essere specchio della nazione. Invito inutile, già fatto e la deriva continua!
Un vero leader deve avere la capacità di influenzare il dibattito culturale e politico smontando categorie preconcette che danneggiano il proprio schieramento. Uno dei temi che dovrebbe affrontare con decisione un leader del partito democratico è quello della contrapposizione fra "laici" e "cattolici" che oggi non ha proprio più senso. Per decenni in Italia è esistito il partito della Democrazia Cristiana in cui era doveroso dichiararsi cattolici e gli altri partiti, in primis il partito comunista, in cui era doveroso dichiararsi atei. Questa era la posizione ufficiale anche se poi le cose erano molto più complesse. Oggi le cose sono cambiate totalmente eppure si continua ancora a parlare in questi termini. La verità è che il 90% degli italiani è stato battezzato ha ricevuto la trafila dei sacramenti è ufficialmente di religione cattolica ma nei comportamenti quotidiani segue quasi sempre una morale personale che non coincide con quella ufficiale della Chiesa e spesso è in aperta polemica. Quanti italiani sono arrivati o arrivano casti al matrimonio (magari a 30 anni!), non usano anticoncezionali nei rapporti sessuali, sono contro il divorzio, considerano l'embrione già nei primi giorni un essere umano, condannano chi colpito da malattie gravi, invalidanti e dolorosissime non se la sente più di continuare? Pochissimi, a destra come a sinistra. Anzi specialmente a destra abbonda una certa disinvoltura di comportamenti basti pensare ai leader del centro-destra. Ed allora perché nessun leader del partito democratico non affronta questo problema sottolineando come fra destra e sinistra non vi è alcuna differenza sul piano etico-religioso e comportamentale ma vi è solo da parte del centro destra uno squallido ed ipocrita atteggiamento filo-Vaticano dettato dall'opportunismo politico? Questo servirebbe a smontare anche il dibattito in seno al PD sulla convivenza degli ex comunisti ed ex radicali con i cattolici come la Binetti. Ma a quante persone reali interessa questo dibattito? Il vostro fruttivendolo secondo voi è "laico" o "cattolico"? Ed in pratica che significa?
Ho sentito parte del discorso di Berlusconi alla Fiera di Roma per il congresso fondativo del Partito del Popolo della Libertà. Rimango dell'idea che gran parte della forza di questo partito-uomo è nella strategia comunicativa. Anzi voglio essere ancora più drastico Berlusconi vince perché sa parlare molto bene e perché il centro sinistra non sa fare altrettanto. Berlusconi ha la straordinaria capacità di dire cose false o incoerenti senza che nessuno abbia più la voglia o la forza di contraddirlo. Ha affermato che lui sta compiendo in Italia la rivoluzione liberale! Ma nessun autentico liberale si sarebbe presentato alle elezioni per difendere le proprie concessioni televisive ed il proprio strapotere nel campo dei media! Il liberalismo ritiene che la libertà individuale è a rischio se c'è qualcuno che assume posizioni dominanti rispetto agli altri soggetti. Tutto il liberalismo è fondato sul concetto di equilibrio dei poteri e tutto in Berlusconi va nel senso contrario, Berlusconi vuole tutto! Afferma sempre di non avere abbastanza potere! Altro esempio: ha ripetuto che la sinistra vede nello stato un Moloch, ed anche questa è un'affermazione falsa, non ricordo nessun leader della sinistra che abbia teorizzato un ruolo autoritario dello stato, anzi la sinistra ha sempre visto con sospetto i vari organi dello stato cercando di limitarne i poteri, le regioni furono introdotte nel 1975 su insistenza di PCI e PSI chiedendo il rispetto della Costituzione che lo prevedeva. Ieri Berlusconi dopo essersi vantato di aver fatto approvare il federalismo ha attaccato la norma che affida la normativa urbanistica alle regioni mettendo in subordine lo stato! E' chiaro da anni che il nocciolo del successo di Berlusconi è nella sua notevolissima capacità di rivolgersi direttamente alla gente in modo semplice e fuorviante con toni populistici e demagogici spalleggiato dal sistema dei media. E' possibile che il centro sinistra in 14 anni non sia riuscito a elaborare una strategia comunicativa efficace che lo contrastasse? A volte i nostri leader, soprattutto gli ex pci, sembrano incapaci di parlare agli elettori ed a tutta la nazione proponendo i valori del centro-sinistra come dovrebbe fare chi aspira a guidare il paese. Franceschini o chi per lui lo affronterà questo problema?
Un'inchiesta tv francese di Canal Plus smaschera l'eurodeputato della Lega Nord
18 Marzo 2009 -- (Grazie a Daniele Sensi) -- Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio. Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ovvero di quel Philippe Vardon che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobia ma, anche, di ricostituzione di partito fascista) non s’è accorto di come la telecamera che lo riprendeva durante il suo intervento inneggiante al solito “Padroni a casa nostra” abbia continuato a seguirlo anche successivamente, quando, allontanatosi dalla sala ed appartatosi con alcuni esponenti della destra identitaria nizzarda, s’è messo, sottovoce, a suggerire agli amici francesi la strategia da seguire al fine di poter uscire dall’isolamento politico.
Queste le sue parole:
“Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma dietro tutto ciò siamo sempre gli stessi”.
Il video fa parte di un’inchiesta -“Ascenseur pour les fachos” (1) - dedicata al montare dell’estrema destra in tutta Europa, trasmessa venerdì sera dal canale tv francese Canal Plus. Dall’Ungheria alla Svezia, passando per la Francia e la Germania, il reportage è un inquietante viaggio in quella galassia neofascista e neonazista che, ovunque, guadagna terreno. Per buona parte, però, il documentario si focalizza sull’Italia. Perché solo in Italia quelle formazioni della destra radicale che, altrove, sono tenute a debita distanza dai grandi partiti di governo, possono vantare -tutti insieme- ministeri, scranni parlamentari e amministrazioni comunali.
“E’ caduto un tabù, in Italia”, dice la voce narrante: “quello del fascismo”. E non si tratta solo di CasaPound che, tramite la sua organizzazione giovanile, il Blocco Studentesco, davanti alle scuole distribuisce volantini dagli equivoci contenuti senza che nessuno dica nulla, bensì -più in generale- di una sorta di acquiescenza ad un clima fatto di ordinarietà che tende a legittimare il fascismo, dandogli una parvenza di normalità.
Nella seconda parte del reportage le immagini del premier Berlusconi che minimizza gli orrori del Ventennio (“Mussolini non ha mai ucciso nessuno – ha giusto mandato qualcuno in vacanza”) e gruppi di suoi sostenitori che a lui inneggiano acclamandolo come nuovo duce. Ci sono anche due sindaci esemplari: Flavio Tosi e Gianni Alemanno. Il primo viene mostrato alla testa di un corteo organizzato da Forza Nuova e Fronte Veneto Skinheads, a braccetto con Andrea Maggioranzi, consigliere comunale che del Fronte Veneto è stato leader. Di Alemanno, invece, viene presentata una foto inedita che lo ritrae al funerale del suo “consulente personale”, Peppe Dimitri, uno dei fondatori di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L’attuale sindaco di Roma, circondato da braccia tese, porta in spalla il feretro, a pochi passi dal saluto romano di Gabriele Adinolfi, protagonista di spicco degli anni di piombo condannato per appartenenza ad organizzazioni terroristiche (ancora Terza Posizione e Nuclei Armati Rivoluzionari).
(1) - "Europe: Ascenseur pour les fachos"
Une enquête de Barbara Conforti et Stéphane Lepetit
Video - http://dailymotion.virgilio.it/swf/x8o8s7
(il passaggio di Borghezio inizia al minuto 5,02 sec.)
Fonte Roberto di Nunzio
Grande novità! Il centro sinistra ha un leader che parla! Che se lo offendono risponde! Il mistero del perché i leader della sinistra, soprattutto gli ex pci ed ex comunisti hanno sempre sposato degli atteggiamenti cauti fino alla remissività o addirittura alle dichiarazioni di simpatia (ad esempio Bertinotti ed anche D'Alema se si esclude il primissimo periodo) nei confronti di Berlusconi per poi scannarsi e farsi gli sgambetti fra di loro potrà essere svelato solo dai posteri. Certo poi stupirsi che così possa venire fuori un Di Pietro.... Per ora osserviamo con sorpresa il nuovo Franceschini che a Ballarò attacca e risponde colpo su colpo a Gasparri e se Berlusconi gli da del catto-comunista gli risponde dandogli del clerico-fascista! Durerà? E' mosso solo dalla disperazione? Ha un piano per far risorgere il PD o sa già che dovrà passare il testimone ad altri? I giochi sono già fatti?
Se è vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi storici allora non ci dovrebbero essere dubbi, adesso dovrebbe essere il periodo della sinistra. Non è solo l'elezione di Obama a suggerirlo ma è il diffondersi della crisi economica-finanziaria che vedi tutti i governi abbondonare le tesi liberiste ed intervenire con i soldi dello stato nell'economia arrivando a parlare di nazionalizzazioni. Siamo al fallimento totale delle tesi neo-liberiste che sostenevano che il mercato era capace di autoregolarsi, una balla clamorosamente smentita dalla realtà: in questi anni le banche e gli istituti finanziari in tutto il mondo sotto gli occhi di tutti hanno prestato soldi in modo irresponsabile e confezionato, venduto e comprato prodotti finanziari privi di valore che hanno trascinato tutti nel baratro. Il liberismo, l'assenza di regole, e dunque le destre, Ronald Reagan, Margaret Tatcher, i Chicago Boys, Bush padre e figlio, hanno avviato il mondo verso la rovina adesso tocca ai governi riformisti e di sinistra cercare di raddrizzare la situazione. Solo in Italia assistiamo al paradosso che gli antistatalisti Bossi e Berlusconi che volevano privatizzare tutto anche la sanità e la scuola adesso sono più Keinesiani di Keynes come se nulla fosse e senza che nessuno gli rinfacci i guai che anche loro hanno combinato. Come al solito il discorso torna alla leadership della sinistra presente e passata che spesso mi ricorda il personaggio di Ciccio Formaggio di una famosa canzone di Nino Taranto "....che nteneva o'curaggio nemmanca e' parlà".
Franceschini è il segretario del PD, le speranze che la situazione possa cambiare sono minime, per il pd e per la sinistra occorre una svolta culturale e generazionale che non si vede all'orizzonte. Come dovrebbe essere un vero leader del pd?
1) Deve essere prima di tutto uno veramente "tosto" che sappia rispondere con durezza colpo su colpo; il buonismo alla veltroni non funziona in Italia, l'etichetta in stile "british" è fuori luogo non solo perché dall'altra parte c'è "lo squalo" ma anche perchè nella sinistra abbondano gli aspiranti leader, incapaci in tutto, ma pronti sempre a farti le scarpe.
2) Dovrebbe essere un tipo brillante capace di rispondere prontamente alle continue provocazioni che provengono dal centro destra per essere in grado di sovvertirne l'egemonia mediatica e culturale, i nostri pseudo-leader sembrano incapaci di parlare e quello che dicono non se lo ricorda nessuno.
3) Per essere un vero leader quando parla dovrebbe rivolgersi prima di tutto agli elettori del Pd, poi a tutti gli Italiani e poi agli altri politici, i nostri pseudo-leader continuano a parlare fra di loro, non hanno capito che da 15 anni a questa parte con l'irruzione di Berlusconi le cose sono cambiate.
4) Deve avere l'orgoglio del proprio passato senza rimpiangere e senza rinnegare nulla, difendendo però tanti italiani che sono stati comunisti, la campagna mediatica del centro destra che tende a stabilire un'eguaglianza fra l'essere di sinistra, essere comunisti ed essere complici di assassinii di massa sta dilagando fra i ceti più disinformati. Aver riabilitato completamente Craxi ed aver ridimensionato ed oscurato la figura di Berlinguer è stato un modo idiota di darsi una mazzata sulle palle! Altro che farsi del male!
5) E deve avere soprattutto anche l'orgoglio d'essere di sinistra cercando di portare a sè l'elettorato di centro senza rincorrerlo disperatamente.
Per tutto questo mi sembra difficile che possa uscire un leader autorevole dalla generazione dei 50enni e 60enni troppo ancorati agli schemi del PCI e della DC, partiti in cui abbondava la burocrazia, il conformismo e il tatticismo e che li ha resi incapaci di capire il fenomeno Berlusconi e li fa ancora parlare in termini di fascismo, razzismo ecc. impedendoli di contrastare il perverso rapporto mediatico che lui ha instaurato con più della metà del popolo italiano manipolandone ansie e desideri.
... va a casa da solo. Lui ne ha già fatti fuori tre: Occhetto, Prodi e Veltroni. Data la foto faccio il tifo per uno squalo, povera bestia ... e faccio le corna ... con la sinistra!

Lo tsunami costituzionale
di STEFANO RODOTÀ
1) La turbolegge.
Berlusconi vuole imporre in tre giorni una norma che cancella ogni traccia di divisione dei poteri, per impedire l'attuazione di un provvedimento giudiziario passato in giudicato e inventando un nuovo circuito istituzionale, che affida a un Parlamento incatenato il compito d'essere il killer dei giudici. Ma la strada scelta è, tecnicamente, non percorribile.
Nella relazione che accompagna il disegno di legge del Governo si sostiene che non siamo di fronte ad una sentenza passata in giudicato, perché i giudici non hanno accertato un diritto, ma si sono limitati ad integrare la volontà di un privato, quella di Eluana Englaro, con un semplice provvedimento di "volontaria giurisdizione". Non è così.
Quando la Cassazione ha ammesso il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d'appello, che autorizzava la procedura di interruzione dei trattamenti, lo ha potuto fare proprio in considerazione del fatto che si trattava di un provvedimento relativo a diritti, che assume i caratteri del giudicato e che, quindi, detta una disciplina immutabile del diritto considerato. Ed è principio indiscutibile in tutti gli ordinamenti che la legge sopravvenuta non può influire sul diritto sul quale il magistrato si è pronunciato con un provvedimento passato in giudicato.
Il Governo tenta una ennesima forzatura, pericolosa e inutile. Pericolosa, perché insiste su una soluzione che, con rigore tecnico, era stata ritenuta non percorribile dal Presidente della Repubblica: si vuole, dunque, mantenere aperto il conflitto con Napolitano. Inutile, perché non sarà possibile intervenire in modo legittimo per bloccare l'attività già avviata di interruzione dei trattamenti sulla base di una legge su questo punto chiaramente incostituzionale.
Quali altri atti di forza, allora, si escogiteranno per espropriare i cittadini della possibilità di condurre "la lotta per il diritto" - è questo il titolo d'un classico del liberalismo ottocentesco, del giurista Rudolf von Jhering, che Benedetto Croce volle fosse ripubblicato negli anni del fascismo - e per impedire che possano avere ancora "giudici a Berlino"? Questa era l'orgogliosa sfida del mugnaio di Sans-Souci in presenza di Federico il Grande. Mugnai e giudici stanno perdendo diritto di cittadinanza in Italia?
2) L'inammissibile libertà
Dice il cardinale Ruini: "Preferisco parlare di una legge sulla fine della vita. La parola testamento implica infatti che si disponga di un oggetto, ma la vita non è un oggetto". Il mutamento linguistico, dunque, rivela un capovolgimento concettuale e politico. Per quante perplessità il ricorso al termine "testamento" possa suscitare dal punto di vista tecnico-giuridico, esso esprime bene il fine che si vuol raggiungere. Testamento biologico, testament de vie, living will ci parlano di un "atto personalissimo", in cui è sovrana la volontà dell'interessato.
Certo, la vita non è un oggetto, ma appartiene sicuramente alla sfera più intima dell'interessato che, com'è ormai chiaro, giuridicamente può disporne e ne dispone. Quando, invece, si parla di una legge sulla fine della vita, il legislatore non si fa signore della morte, perché questo è un evento naturale sul quale nessuno può intervenire. Si impadronisce del morire, che è vicenda umana, alla quale si pretende di imporre regole autoritarie, incuranti delle ragioni della coscienza di ciascuno.
La coscienza, allora, che in politica compare soprattutto come diritto al dissenso. Diritto già negato dal Presidente del Consiglio ai suoi ministri, che avrebbero potuto manifestarlo in quest'ultima vicenda solo dando contestualmente le dimissioni. E che i tempi imposti e la minaccia della fiducia negano anche ai parlamentari della maggioranza, perché il dissenso non è solo dire un sì o un no, ma la possibilità di argomentare, di discutere in quel foro democratico che continuiamo a chiamare Parlamento.
Il fatto che il diktat berlusconiano non si estenda direttamente ai parlamentari dell'opposizione non esclude che anche nei loro confronti si commetta un sopruso. Ma bisogna guardare più a fondo. Quando le decisioni legislative incidono direttamente sull'autonomia delle persone nel governare la loro vita, la libertà di coscienza non è solo quella dei parlamentari. La libertà di coscienza da tutelare è, in primo luogo, quella della persona che deve compiere le scelte di vita. Il problema, allora, non riguarda la libertà di coscienza di chi deve stabilire le regole: investe la legittimità stessa dell'intervento legislativo in forme tali da cancellare, o condizionare in maniera determinante, quelle scelte. Altrimenti si determina una asimmetria pericolosa: quando si affrontano i temi eticamente sensibili la libertà di coscienza dei legislatori può divenire massima, quella dei destinatari della norma minima.
3) Un "pieno" di diritto
Si è detto, e si continua a ripetere, che una legge è comunque necessaria, perché bisogna colmare un pericoloso vuoto legislativo. Per l'ennesima volta invito a leggere la sentenza della Corte di Cassazione dell'ottobre 2007, la decisione centrale per il caso Englaro, che mostra rigorosamente come il diritto al rifiuto di cure, anche per il futuro, sia solidamente fondato su norme costituzionali, su convenzioni internazionali ratificate dall'Italia (non quella sui disabili, abusivamente richiamata nell'atto di indirizzo del ministro Sacconi), su articoli della legge sul servizio sanitario (e del codice civile, come quelli sull'amministrazione di sostegno per gli incapaci).
Siamo di fronte a un "pieno" di diritto, che si vuole "svuotare" con una mossa restauratrice, invece di integrarlo con poche, semplici norme che rendano più agevole e sicuro l'esercizio di un diritto che, lo ripeto, già esiste, non è un'inaccettabile creazione giurisprudenziale.
L'argomento del far west lo conosciamo e ha sempre prodotto danni, come dimostra tra l'altro la pessima legge sulla procreazione assistita, che davvero ha prodotto un far west legato ad un "turismo procreativo", che nasce da un proibizionismo cieco e rende più difficile la vita delle persone, delegittimando ai loro occhi una legge che sono obbligati ad aggirare.
Se la turbolegge passerà, ponendo le premesse per una normativa proibizionista sulla fine della vita, si daranno incentivi al turismo "eutanasico", alle pratiche clandestine già tanto diffuse. Verrà così santificata la doppia morale - fate, ma senza clamore e scandalo. E saranno sconfitti tutti quelli che vogliono rimanere nel solco della legalità e dello Stato di diritto, come ha dolorosamente voluto Beppino Englaro, un eroe civile al quale nessuno dedicherà un film come ha fatto la civilissima America per le storie di Erin Brockovich e Harvey Mills.
4) La Costituzione "sovietica"
Con la nuova dottrina costituzionale del Presidente del Consiglio si precipita in un abisso culturale, in mare di contraddizioni. Non si accorge, il Presidente del Consiglio, del grottesco di una argomentazione che lamenta la debolezza dei suoi poteri costituzionali, e poi accusa la stessa costituzione d'aver preso a modello quella sovietica, che appartiene ad uno dei regimi più violentemente dittatoriali che la modernità abbia conosciuto? Sa che la Costituzione italiana ha inventato un modo nuovo di parlare dell'eguaglianza?
Che ha anticipato tutti gli sviluppi successivi su temi come quelli della salute o del paesaggio, all'epoca ignorati da tutti i grandi documenti costituzionali, la costituzione francese e quella tedesca, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo?
Sarebbe vano ricordare al Presidente del Consiglio la bella frase con la quale Piero Calamandrei descriveva la nostra come una "Costituzione presbite", dunque capace di guardare lontano e di inglobare il futuro. Risponderebbe senza esitazioni che Calamandrei era "un comunista". E sarebbe pure vano ricordargli che "i principi supremi" della Costituzione non possono essere modificati neppure con il procedimento di revisione costituzionale, e che tra questi principi supremi vi è proprio quello di laicità, perduto in questo clima di sottoposizione della Costituzione alla tutela vaticana. E che esiste un principio che impone al Governo di "coprire" il Presidente della Repubblica, sì che ci si doveva attendere una protesta ufficiale per la dichiarazione ufficiale vaticana di "delusione" per il comportamento di Giorgio Napolitano.
L'obiettivo è chiaro. Rompendo con la Costituzione, Berlusconi infrange il patto civile tra i cittadini e non ci porta verso una Terza o una Quarta Repubblica, ma verso un cambiamento di regime, ad una sovversione, ad una radicale sostituzione del governo della legge con quello degli uomini (Platone, non Stalin).
Ha colto nel segno Ezio Mauro quando ha parlato di una palese deriva bonapartista. Stiamo vivendo una vicenda che sta a metà tra Napoleone il piccolo (Victor Hugo) e La resistibile ascesa di Arturo Ui"(Bertolt Brecht). Resistibile, Ma bisogna resistere davvero e subito o non vi sarà tempo per ripensamenti e pentimenti.
Negli ultimi giorni questo Paese è molto cambiato. I senza fissa dimora, che sono i popoli nomadi, ma anche i barboni, i disperati, quelli che come sempre più spesso accade non hanno i soldi per pagarsi un affitto, ma anche - poniamo - chi decidesse di vivere in una casa mobile, in un camper o in una rulotte come il poliziotto Mel Gibson in Arma letale, non avranno più diritto ad avere la residenza in una città. Saranno, sui documenti e per gli ospedali e per le scuole, solo dei "senza fissa dimora".
Il tuo sindacato strappa un nuovo contratto? Nessun problema, il tuo padrone lo potrà stracciare, perché i contratti nazionali del lavoro non saranno più quel punto di riferimento inprescindibile che stabiliscono salari e diritti e doveri di chi lavora. Saranno fatti tuoi di contrattare con il tuo padrone (pardon, datore di lavoro) stipendio ferie, diritti e doveri. E se sei forte buon per te. Se invece (come la stragrande maggioranza dei dipendenti italiani) lavori in una piccola o media impresa, il tuo potere di contrattazione sarà pari allo zero.
Il migrante irregolare che avrà bisogno di cure mediche (magari perché ha la schiena spezzata da 12 ore di lavoro in nero gentilmente offerto dall'imprenditore italiano) dovrà pensare bene prima di andare a chiedere aiuto in ospedale: rischia di finire espulso.
A meno di non incappare in una ronda (padana o del tavoliere delle puglie che sia) di cittadini dotati di camicie modello "giustizia fai da te", nere, verdi, azzurre o chissà. E allora rischierà ancora del peggio.
Vuoi morire in pace? Ti attacchi al tram: il Papa non vuole e quindi i medici saranno costretti a mantenerti in vita, anche se tu sei ridotto ad un tronco e non avresti mai voluto sopravvivere ridotto così al nulla. Alla faccia dello Stato laico e sovrano.
E' impressionante come in un mese questo Paese si sia trasformato. Ci stanno precipitando nel medioevo, ma non importa. Tutto va ben, madama la marchesa. L'importante, per Veltroni, Di Pietro e soci (cioé quelli che dovrebbero istituzionalmente opporsi) è avere garantita una poltrona in più alle elezioni europee. Su quello si accende il dibattito, anche quello dei cosiddetti piccoli partiti della sinistra radicale che le poltrone si vedono sempre più sottrarre. Vero, sottrarre in modo ladresco. Ma è più importante una poltrona o sono più importanti i diritti dei cittadini?
Ma la cosa più impressionante è che questo orrore che ci sta travolgendo è frutto di anni e anni di lavoro, di paletti spostati sempre più in là, sotto gli occhi complici di tutta la casta politica italiana. Oggi tutti questi paletti spostati si sono trasformati in una grande trave, che si è infilata negli ingranaggi, per dire così, della nostra democrazia.
Ma tutto va ben, madama la marchesa.
Questo articolo - a firma di Maso Notarianni di PeaceReporter - disegna, a mio parere molto chiaramente, i contorni di una situazione che sembra ormai aver imboccato una strada senza uscita.
E' vero, noi poveri blogger quasi afoni ormai da troppe grida inascoltate, possiamo continuare a provarci: ma non basta.
Occorre che si sveglino anche altri, magari quelli cui noi - illusi e sognatori incurabili - abbiamo dato la nostra fiducia e la nostra voce.